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Agenda del trader

Scopri cosa ti attende questa settimana sui mercati con il nostro Senior Market Analyst Filippo A. Diodovich!

Settimana 15-19 Giugno

Focus sulla riunione della FED

Fonte: Bloomberg

Highlights

 

Massima attenzione ai nuovi sviluppi in Medio Oriente e alla possibile evoluzione del negoziato tra Stati Uniti e Iran.

Sul fronte delle banche centrali, l’appuntamento chiave sarà con la Federal Reserve, che si riunirà tra martedì e mercoledì. Nella stessa settimana attenzione anche alla Bank of Japan martedì, mentre Bank of England e Swiss National Bank comunicheranno le loro decisioni giovedì.

Sul fronte macro, focus soprattutto su inflazione finale dell’Eurozona giovedì e, negli Stati Uniti, sulla giornata di mercoledì con vendite al dettaglio e altri dati chiave per misurare la tenuta dell’economia americana. 

FOMC preview: la Fed cambia guida, ma non ancora i tassi

La riunione del FOMC del 16-17 giugno si presenta come uno degli appuntamenti più importanti dell’anno per i mercati finanziari globali. Non tanto perché la Federal Reserve dovrebbe modificare subito il livello dei tassi, quanto perché sarà il primo vero test per Kevin Warsh alla guida della banca centrale americana.

Il consenso di mercato si attende una pausa, con il costo del denaro fermo nell’attuale intervallo del 3,50%-3,75%. La decisione sui tassi, quindi, appare relativamente scontata. Il vero tema sarà capire quale Fed nascerà sotto la presidenza Warsh: più aggressiva contro l’inflazione, più prudente sulla crescita o più attenta a proteggere la propria indipendenza istituzionale in una fase politicamente molto delicata.

Per gli investitori, questa non sarà una semplice riunione di transizione. Sarà il debutto di un nuovo presidente in un contesto complesso: inflazione tornata a salire, mercato del lavoro ancora resiliente, tensioni geopolitiche sull’energia e aspettative di mercato sempre più sensibili a ogni sfumatura della comunicazione Fed.

Kevin Warsh al debutto: il vero market mover della riunione

Il punto centrale della riunione sarà la figura di Kevin Warsh. Il nuovo presidente della Federal Reserve arriva al suo primo FOMC con una sfida immediata: costruire credibilità davanti ai mercati e dimostrare indipendenza in un momento in cui la politica monetaria americana resta al centro del dibattito politico.

Warsh eredita una Fed che negli ultimi mesi ha mantenuto un’impostazione prudente, lasciando aperta la porta a un possibile allentamento monetario solo in presenza di segnali più convincenti sul fronte dell’inflazione. Il problema è che lo scenario macro si è complicato. Il CPI headline è tornato sopra il 4%, spinto soprattutto dall’energia, mentre il mercato del lavoro non mostra ancora segnali chiari di deterioramento.

In questo contesto, Warsh dovrà scegliere se confermare la linea attendista della precedente gestione o iniziare a imprimere un cambio di passo nella comunicazione. Un tono troppo morbido rischierebbe di alimentare dubbi sulla determinazione della Fed contro l’inflazione. Un tono troppo duro, invece, potrebbe spaventare Wall Street, sostenere il dollaro e riportare pressione sui Treasury.

Il debutto di Warsh sarà quindi osservato su tre livelli: il linguaggio del comunicato, la gestione della conferenza stampa e il modo in cui interpreterà il nuovo dot plot. Più che la decisione sui tassi, sarà la sua credibilità a essere messa subito alla prova.

Inflazione e lavoro: il dilemma della nuova Fed

Il quadro macroeconomico americano resta ambiguo. Da un lato, l’economia continua a mostrare una notevole capacità di resistenza. La creazione di posti di lavoro rimane positiva, la disoccupazione resta contenuta e non ci sono ancora segnali evidenti di una recessione imminente.

Dall’altro lato, l’inflazione è tornata a essere il principale fattore di rischio. Il rialzo dei prezzi energetici ha riportato il CPI headline su livelli incompatibili con un rapido ritorno verso il target del 2%. Anche se l’inflazione core appare più contenuta, la Fed non può ignorare il rischio che lo shock energetico si trasmetta alle aspettative di inflazione, ai salari e ai prezzi dei servizi.

Questo rende difficile per Warsh adottare un messaggio chiaramente dovish. Con un mercato del lavoro ancora solido, la Fed non ha urgenza di tagliare i tassi. Con un’inflazione headline elevata, ha invece pochi margini per promettere un allentamento monetario ravvicinato.

Il rischio, per i mercati, è che la nuova Fed decida di abbandonare l’easing bias, cioè quella leggera inclinazione verso futuri tagli dei tassi che aveva accompagnato le precedenti riunioni. Non sarebbe un rialzo immediato, ma sarebbe comunque un messaggio importante: la Fed non sta più guardando solo a quando tagliare, ma anche alla possibilità di restare ferma più a lungo o, in uno scenario estremo, tornare a discutere di rialzi.

Dot plot: possibile spaccatura interna al FOMC

Il secondo grande market mover sarà il dot plot, il grafico con le proiezioni dei membri del FOMC sul livello appropriato dei tassi nei prossimi anni. In una fase normale, il dot plot è già uno strumento molto osservato. In questa riunione lo sarà ancora di più, perché offrirà la prima fotografia degli equilibri interni della Fed sotto la guida Warsh.

Il mercato cercherà soprattutto segnali di spaccatura. Una parte del FOMC potrebbe continuare a ritenere possibile un taglio dei tassi entro fine anno, soprattutto se l’aumento dell’inflazione venisse interpretato come temporaneo e legato all’energia. Un’altra parte, invece, potrebbe spostarsi verso uno scenario di tassi fermi più a lungo, o addirittura indicare la possibilità di un rialzo qualora l’inflazione restasse sopra il target.

La distribuzione dei punti sarà quindi più importante della mediana. Se il dot plot mostrasse una Fed divisa tra chi vuole mantenere un’impostazione prudente e chi teme una nuova accelerazione dei prezzi, il mercato potrebbe leggere la riunione come più hawkish del previsto.

Una mediana ancora compatibile con un taglio futuro sarebbe favorevole per l’azionario. Una mediana più alta, o una forte dispersione dei punti verso scenari di tassi più elevati, potrebbe invece spingere al rialzo i rendimenti obbligazionari e rafforzare il dollaro.

Il rischio è che il debutto di Warsh coincida con una Fed meno compatta. E per i mercati, una Fed divisa è spesso più difficile da interpretare di una Fed semplicemente hawkish o dovish.

Quale sentiero per le prossime mosse della Fed?

Lo scenario centrale resta quello di tassi invariati a giugno e di una Fed in modalità attendista. Warsh dovrebbe evitare di impegnarsi in modo esplicito su una traiettoria predeterminata, preferendo mantenere una forte dipendenza dai dati macroeconomici.

Il primo sentiero possibile è quello di una pausa prolungata. In questo scenario, la Fed lascia i tassi fermi per diverse riunioni, aspettando di capire se il rialzo dell’inflazione è temporaneo o più persistente. Sarebbe lo scenario più equilibrato: non abbastanza dovish da alimentare euforia sui mercati, ma nemmeno abbastanza hawkish da provocare una correzione violenta.

Il secondo sentiero è quello di un ritorno graduale verso i tagli, ma solo se nei prossimi mesi l’inflazione core rallentasse e il mercato del lavoro iniziasse a mostrare segnali più chiari di indebolimento. Questo sarebbe lo scenario più favorevole per Wall Street, soprattutto per tecnologia, growth stock e asset più sensibili ai tassi.

Il terzo sentiero, meno probabile ma non più trascurabile, è quello di una Fed costretta a riaprire il dibattito su una politica monetaria più restrittiva. Se energia, salari e servizi dovessero mantenere l’inflazione su livelli troppo elevati, il FOMC potrebbe essere costretto a segnalare che i tassi resteranno alti più a lungo o che ulteriori rialzi non possono essere esclusi.

Per questo motivo, la conferenza stampa di Warsh sarà decisiva. Il mercato non cercherà solo indicazioni sulla prossima riunione, ma sulla funzione di reazione della nuova Fed: quanto peso darà all’inflazione? Quanto alla crescita? Quanto alla stabilità finanziaria? E quanto spazio lascerà alla politica nella percezione degli investitori?

Impatto sui mercati: dollaro, Treasury, azionario e oro

Per Wall Street, lo scenario migliore sarebbe una Fed ferma sui tassi, ma non aggressiva nella comunicazione. Un messaggio centrato sulla pazienza, con un dot plot ancora compatibile con futuri tagli, potrebbe sostenere l’azionario, in particolare Nasdaq e settori growth.

Uno scenario più hawkish, invece, avrebbe un impatto immediato sui Treasury. Rendimenti in rialzo, curva più sensibile alla parte breve e dollaro più forte sarebbero le prime reazioni di mercato. In questo caso, l’azionario potrebbe soffrire, soprattutto nei comparti più esposti alla duration e alle valutazioni elevate.

Sul mercato valutario, EUR/USD resterà uno degli osservati speciali. Una Fed più dura potrebbe rafforzare il biglietto verde e riportare pressione sull’euro. Al contrario, un tono più bilanciato di Warsh potrebbe favorire un recupero della moneta unica, soprattutto se il mercato tornasse a scommettere su tagli Fed nei prossimi mesi.

Anche l’oro sarà sensibile al messaggio del FOMC. Un aumento dei rendimenti reali e un dollaro più forte rappresenterebbero un freno per il metallo prezioso. Viceversa, una Fed prudente, unita a tensioni geopolitiche ancora elevate, potrebbe mantenere sostenuta la domanda di beni rifugio.

FOMC di giugno: una pausa solo apparente

La riunione di giugno potrebbe concludersi senza alcuna modifica ai tassi, ma sarebbe un errore considerarla una riunione minore. Il debutto di Kevin Warsh, il nuovo dot plot e la possibile spaccatura interna al FOMC possono ridisegnare le aspettative di politica monetaria per la seconda parte dell’anno.

Il messaggio chiave per i mercati è semplice: la Fed probabilmente non si muoverà ora, ma potrebbe cambiare il modo in cui prepara le prossime mosse. E in una fase in cui le valutazioni azionarie restano elevate, il dollaro è sensibile alle aspettative sui tassi e l’inflazione è tornata al centro della scena, anche una pausa può diventare un potente market mover.

Per gli investitori, il FOMC di giugno sarà quindi il primo vero esame della Fed di Warsh. Non conterà solo cosa farà la banca centrale, ma soprattutto quale direzione indicherà per il futuro.

SpaceX: trading 24 ore su 24, focus anche sul weekend

Tra i temi da seguire nella settimana dei mercati resta alta l’attenzione su SpaceX, dopo uno dei debutti più importanti della storia recente di Wall Street. Il gruppo guidato da Elon Musk è ormai considerato non solo una società della space economy, ma una piattaforma infrastrutturale globale al centro di tre grandi trend: lanci spaziali, connettività satellitare e difesa.

Per i trader, la novità principale riguarda la possibilità di prendere posizione su SpaceX tramite i CFD di IG, con negoziazione 24 ore su 24 dal lunedì al venerdì e, dove disponibile sulla piattaforma, anche attraverso il Weekend Trading. Questo consente agli investitori di reagire più rapidamente a notizie societarie, aggiornamenti su Starlink, contratti governativi, lanci, valutazioni di mercato e movimenti del sentiment fuori dagli orari tradizionali di Borsa.

Il tema è rilevante perché SpaceX è un asset potenzialmente molto sensibile al flusso di notizie. Eventuali nuovi contratti con governi e agenzie spaziali, aggiornamenti sulla crescita di Starlink, progressi nei lanci Starship o indicazioni sulla redditività possono generare forti movimenti anche quando i mercati cash sono chiusi.

La disponibilità del trading esteso aumenta quindi la flessibilità operativa, ma anche la necessità di una gestione rigorosa del rischio. SpaceX resta un titolo ad alta componente narrativa, con valutazioni elevate e forte esposizione a tecnologia, geopolitica, difesa e aspettative di crescita. Per questo motivo, il trading tramite CFD può amplificare sia le opportunità sia i rischi, soprattutto in fasi di volatilità elevata o durante il weekend, quando la liquidità può essere più sottile.

In sintesi, SpaceX rimane uno dei nomi più osservati del mercato globale. La possibilità di fare trading con IG anche al di fuori degli orari tradizionali rende il titolo ancora più centrale per chi segue IPO, megatrend tecnologici e volatilità legata alle notizie.

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