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In che modo la riunione dell'OPEC influenza i mercati?

Durante le riunioni dell’OPEC vengono stabilite le quote di produzione di petrolio per i Paesi membri e gli osservatori. Queste decisioni hanno un impatto significativo sull’andamento dei mercati, poiché influenzano direttamente l’offerta globale di petrolio e, di conseguenza, il suo prezzo. Attualmente, i Paesi membri dell’OPEC controllano il 79,4% delle riserve mondiali di greggio e forniscono circa il 44% del petrolio prodotto a livello globale.

Le quote decise durante questi incontri possono inoltre influire sulla domanda di altri mercati energetici, come il gas naturale e il petrolio da riscaldamento. Per questo motivo, le riunioni dell’OPEC rappresentano un evento cruciale per i mercati energetici e per gli investitori.

I prezzi sopra indicati sono soggetti ai nostri termini e condizioni del sito. I prezzi sono solo indicativi.

In che modo l'OPEC riesce a influenzare il prezzo del petrolio?

L’OPEC regola i livelli di produzione per influenzare il prezzo del petrolio. Se i membri desiderano far salire i prezzi, riducono la produzione per limitare l’offerta. Al contrario, per abbassare i prezzi, aumentano la produzione, ampliando la disponibilità di petrolio. Supponendo che la domanda rimanga costante, il prezzo del petrolio si muoverà nella direzione desiderata dall’OPEC.

Tuttavia, nonostante gli sforzi dell’OPEC per mantenere i prezzi stabili, eventi di portata globale possono causare oscillazioni improvvise e significative.

Un esempio è l’attacco ad Abqaiq-Khurais nel settembre 2019, che ha colpito una raffineria di petrolio in Arabia Saudita. Questo evento ha ridotto la produzione di petrolio saudita di circa la metà all’inizio di ottobre 2019, causando un’impennata nei prezzi del greggio.

Di conseguenza, gli investitori tendono a considerare molteplici variabili – oltre alle quote di produzione dell’OPEC – prima di speculare sul prezzo del petrolio.

Perché gli Stati membri si accordano sui livelli di produzione?

L’obiettivo dichiarato dell’OPEC è “coordinare e unificare le politiche petrolifere dei suoi Stati membri, garantendo la stabilità del mercato per assicurare una fornitura efficiente, economica e regolare di petrolio ai consumatori, entrate stabili per i Paesi produttori e un equo ritorno sul capitale per chi investe nell’industria petrolifera”.

Sebbene questa dichiarazione possa sembrare nobile e legittima, di fatto l’OPEC opera come un cartello. La sua funzione principale è quella di fissare i prezzi, massimizzare i profitti e limitare la concorrenza tra i Paesi membri. L’organizzazione è spesso accusata di adottare pratiche anticoncorrenziali, come la riduzione intenzionale della produzione per ottenere enormi guadagni o, al contrario, la creazione di surplus produttivi per abbassare i prezzi e mettere in difficoltà i concorrenti, ad esempio i produttori di shale oil statunitensi.

L’OPEC non si limita a influire sul mercato, ma agisce anche su un piano politico. Nel 1973, ad esempio, i membri decisero di limitare le forniture ai Paesi che sostenevano Israele durante la guerra dello Yom Kippur. Questo portò i prezzi del petrolio da 3 dollari al barile nell’ottobre 1973 a 12 dollari nel marzo 1974. Tuttavia, le riunioni dell’OPEC possono rivelarsi inconcludenti quando non si raggiunge un accordo unanime sui livelli di produzione. Raggiungere un consenso è spesso difficile, poiché ciascun Paese cerca di massimizzare i propri livelli di produzione e minimizzare quelli degli altri, per trarre il massimo vantaggio in termini di prezzo e volumi produttivi.

Queste difficoltà sono spesso aggravate da tensioni politiche esterne alla riunione stessa. I conflitti possono anche emergere quando un membro supera le quote di produzione concordate, causando un calo dei prezzi e, di conseguenza, una riduzione dei ricavi per l’intero gruppo.

Modalità degli incontri

L’OPEC si riunisce due volte l’anno presso il proprio quartier generale, il Secretariat Building di Vienna, per le sessioni ordinarie. Questi incontri sono sempre distanziati di sei mesi l’uno dall’altro. È possibile convocare anche riunioni straordinarie, ma solo su richiesta di uno Stato membro e previa approvazione della maggioranza degli altri membri.

Le decisioni prese durante gli incontri vengono annunciate tramite una conferenza stampa al termine della riunione. La maggior parte di esse entra in vigore entro 30 giorni, salvo diversa indicazione o se un membro esercita il diritto di veto prima della loro attuazione.

L’OPEC pubblica inoltre rapporti mensili e annuali sul mercato petrolifero, oltre a un rapporto di previsione a lungo termine che valuta le prospettive future dell’industria petrolifera.

Calendario dell'OPEC 2022

Evento Data
29esima riunione ministeriale OPEC e non-OPEC 2 giugno 2022

Cosa è stato deciso durante l'ultimo incontro?

I membri dell'OPEC+ si sono riuniti a giugno 2024. Hanno deciso di estendere diversi tagli all'offerta: i tagli collettivi di 2 milioni di barili al giorno (b/g) e le riduzioni volontarie di 1,66 milioni di b/g da parte di nove membri sono stati prorogati fino alla fine del 2025, mentre ulteriori tagli volontari di 2,2 milioni di b/g sono stati estesi fino a settembre 2024. Gli Emirati Arabi Uniti hanno ottenuto un aumento del loro obiettivo di produzione per il 2025.

Tuttavia, il previsto ritorno dell'offerta tra ottobre 2024 e il 2025 potrebbe generare un lieve surplus nel 2025. Se da un lato queste decisioni offrono maggiore chiarezza al mercato nel breve periodo, dall'altro rimane l'incertezza su come l'OPEC+ reagirà alle future dinamiche del mercato, cercando di bilanciare il mantenimento dei prezzi e della quota di mercato.

Quali sono gli stati membri dell'OPEC?

Quando l'OPEC è stata fondata nel 1960, i membri fondatori erano cinque: Iran, Iraq, Kuwait, Arabia Saudita e Venezuela. Da allora, l'organizzazione è cresciuta fino a includere 13 stati membri (aggiornamento ad aprile 2020).

Ogni Paese membro invia uno o più delegati alle riunioni. Perché una seduta sia valida, deve essere raggiunto il quorum, ovvero devono essere presenti almeno due terzi dei rappresentanti. Se una delegazione è composta da più membri, viene designato un capo delegazione, generalmente il ministro del petrolio o dell'energia del Paese rappresentato.

Ogni stato membro dispone di un singolo voto e qualsiasi cambiamento di politica deve essere approvato all'unanimità. Tuttavia, altri Paesi possono partecipare alle riunioni come osservatori senza diritto di voto.

Produttori importanti come Russia, Messico e Kazakistan partecipano spesso agli incontri dell’OPEC in qualità di osservatori per coordinare i loro livelli di produzione. Tra questi, la Russia in particolare ha un'influenza significativa sulle decisioni prese dall’organizzazione.

Paese Anno di adesione
Arabia Saudita 1960
Iran 1960
Iraq 1960
Venezuela 1960
Kuwait 1960
Libia 1962
Emirati Arabi Uniti 1967
Algeria 1969
Nigeria 1971
Gabon 1975
Angola 2007
Guinea Equatoriale 2017
Repubblica Democratica del Congo 2018

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In cosa consiste la riunione dell'OPEC?

La riunione dell'OPEC è un incontro semestrale durante il quale l'organizzazione stabilisce i livelli di produzione del petrolio per ciascuno dei 13 stati membri. Ciò riveste un'importanza capitale in quanto influenza la produzione mondiale e quindi il prezzo del petrolio.

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1 OPEC, 2019